
Il passaggio al modello servizio autonomia a domicilio (SAD) ridefinisce la catena del valore dell’accompagnamento delle persone anziane. Questo nuovo quadro, derivante dalla riforma avviata dalla legge dell’8 aprile 2024, fonde i precedenti SAAD, SSIAD e SPASAD in un interlocutore unico in grado di coprire assistenza quotidiana e cure. Le scadenze amministrative si estendono fino alla fine del 2026, e le strutture che non avranno completato la loro transizione rischiano di perdere la loro autorizzazione.
SAD e SPDA: due riforme che ristrutturano l’offerta di servizi per gli anziani
Il servizio autonomia a domicilio non si limita a rinominare le vecchie strutture. Impone una logica di percorso in cui un solo operatore coordina l’assistenza alla persona e le cure infermieristiche o di fisioterapia. Per i beneficiari, ciò significa un piano di aiuto unificato, un referente identificato e una fatturazione semplificata.
In parallelo, il Servizio pubblico dipartimentale dell’autonomia (SPDA) si sta progressivamente diffondendo sul territorio. Creato dalla stessa legge dell’8 aprile 2024, non costituisce una struttura aggiuntiva. Federando gli attori esistenti (dipartimenti, CPAM, casse pensionistiche, MDPH) per fluidificare l’orientamento e la valutazione dei bisogni. Osserviamo che questa coordinazione rimane diseguale a seconda dei dipartimenti, alcuni dei quali hanno già strutturato un sportello integrato mentre altri sono ancora nella fase di convenzionamento.
Il decreto del 7 luglio 2024 amplia anche il perimetro d’intervento: le prestazioni possono ora essere effettuate “a domicilio o partendo dal domicilio”. Spese, spostamenti verso appuntamenti medici, partecipazione ad attività sociali rientrano nel piano di aiuto notificato. È un cambiamento di dottrina, non un semplice adeguamento normativo.
Numerose piattaforme centralizzano già questi servizi per anziani su Your Health Assistant offrendo una vista consolidata delle prestazioni disponibili, facilitando il confronto tra operatori SAD autorizzati.

Criteri di selezione di un fornitore di assistenza domiciliare per anziani
Tutti i SAD non sono uguali. La riforma impone una base comune, ma la qualità del servizio varia notevolmente a seconda della governance interna, del tasso di supervisione e della politica di formazione continua.
Consigliamo di valutare un fornitore su questi criteri operativi:
- La certificazione o l’autorizzazione dipartimentale all’assistenza sociale, che condiziona la copertura da parte dell’APA e garantisce un controllo regolare da parte del consiglio dipartimentale.
- Il rapporto tra coordinatori e operatori sul campo: un coordinatore per più di quaranta assistenti domiciliari riduce meccanicamente il monitoraggio individualizzato dei piani di aiuto.
- La capacità di garantire la continuità del servizio nei fine settimana e nei giorni festivi, punto debole ricorrente delle strutture in modalità mandante dove il datore di lavoro rimane la persona anziana stessa.
- L’integrazione effettiva del settore cure (SSIAD) nel funzionamento quotidiano, e non solo sulla carta dell’autorizzazione SAD.
La modalità fornitore rimane la più sicura per le famiglie: il SAD è il datore di lavoro, gestisce le sostituzioni e si assume la responsabilità legale. La modalità mandante o il contratto diretto sono adatte a familiari assistenti in grado di gestire autonomamente il reclutamento e la gestione amministrativa.
Finanziamento e APA: leve spesso sottoutilizzate
L’assegno personalizzato di autonomia (APA) finanzia la maggior parte dei piani di assistenza domiciliare, ma il suo importo dipende dalla classificazione GIR e dalle risorse del beneficiario. Il resto a carico può variare da zero a diverse centinaia di euro al mese per un GIR 4.
Il credito d’imposta per l’assunzione di un lavoratore domestico copre la metà delle spese sostenute, entro il limite del tetto fiscale vigente. Questo meccanismo si applica sia in modalità fornitore che in assunzione diretta.
Le casse pensionistiche complementari offrono i propri aiuti, spesso poco conosciuti. L’Agirc-Arrco, ad esempio, finanzia ore di assistenza domestica per i pensionati classificati GIR 5 o GIR 6, quindi non idonei all’APA. Questi aiuti extra-legali colmano un vuoto del sistema pubblico.
La combinazione di questi finanziamenti richiede un’ingegneria amministrativa che poche famiglie padroneggiano da sole. I punti di informazione locali collegati al SPDA dovrebbero svolgere questo ruolo di orientamento, ma la loro crescita di competenze rimane progressiva.

Mantenimento a domicilio o sistemazione alternativa: decidere in base al GIR
Il mantenimento a domicilio non è sempre la risposta adeguata. Per i profili GIR 1 e GIR 2 con gravi disturbi cognitivi, il costo cumulato di un operatore SAD che interviene per diverse ore al giorno, di una sorveglianza notturna e di adattamenti dell’abitazione supera spesso quello di un EHPAD o di una coabitazione per anziani assistita.
Le coabitazioni per anziani, sostenute da strutture dell’economia sociale e solidale, costituiscono un’alternativa intermedia. Offrono un contesto di vita condiviso con la presenza di un coordinatore, mantenendo al contempo una parte di autonomia che l’istituzione classica non consente sempre.
L’accoglienza familiare autorizzata rimane il dispositivo meno conosciuto e meno saturo. Un accogliente familiare ospita da una a tre persone anziane nella propria abitazione, dietro compenso regolato dal dipartimento. Il controllo è annuale, e il costo per la persona accolta è generalmente inferiore a quello di un EHPAD.
La scelta tra queste opzioni si basa su tre variabili: il livello di dipendenza misurato dalla griglia AGGIR, il budget netto dopo mobilitazione di tutti gli aiuti, e la presenza o meno di un familiare assistente in grado di garantire la coordinazione quotidiana. Un piano di aiuto ben costruito integra queste tre dimensioni sin dalla valutazione iniziale.
La strutturazione in corso del SPDA dovrebbe, a lungo termine, consentire un orientamento più rapido verso la soluzione meglio calibrata. Nel frattempo, la responsabilità di questa decisione ricade ancora in gran parte sulle famiglie e sui professionisti sul campo che le accompagnano.