
Arrivare a Tre Punti significa prima di tutto accettare di camminare sotto il sole senza ombra, su un sentiero che costeggia le scogliere calcaree tra Bonifacio e il faro di Pertusato. Nessun parcheggio alla fine, nessuna capanna, nessun cartello « spiaggia » rassicurante. La spiaggia delle 3 punte non è una spiaggia nel senso classico: è una caletta rocciosa, una lastra di calcare bianco posata a filo d’acqua, senza un granello di sabbia.
Lastra rocciosa e snorkeling a Tre Punti: ciò che la spiaggia non è
Si immagina spesso una cala di sabbia fine. La realtà è diversa. Tre Punti è una lastra di roccia piatta, direttamente esposta al sole, senza ombra naturale. Lonely Planet descrive il sito come « piuttosto una lastra rocciosa », poco adatta al classico relax.
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Questa configurazione cambia radicalmente l’uso che se ne fa. Dimenticate il asciugamano steso su sabbia calda: qui si posa un tappetino sulla roccia, si indossa una maschera e si esplorano i fondali. Lo snorkeling è l’attività principale a Tre Punti, grazie a un’acqua trasparente e a una vita marina protetta dalla regolamentazione della riserva.
Per chi cerca una guida completa sul sito, la spiaggia delle 3 punte a Bonifacio dettaglia le condizioni di accesso e l’atmosfera sul posto. Il luogo è adatto ai camminatori e agli amanti dello snorkeling, molto meno alle famiglie con bambini piccoli che cercano comfort.
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Zona di non prelievo: le interdizioni concrete a Tre Punti
Un cartello segnala chiaramente lo stato del luogo: « Riserva naturale delle Bocche di Bonifacio, zona di non prelievo di Tre Punti ». Questa classificazione non è decorativa. Impone regole precise che la maggior parte dei visitatori ignora o sottovaluta.
Qualsiasi forma di prelievo di fauna e flora è vietata in questa zona. Concretamente, ciò significa:
- Niente pesca, né a canna né con l’arbalete, nemmeno dalle rocce
- Nessuna raccolta di conchiglie, ricci di mare o di qualsiasi altro organismo marino
- Nessun prelievo di piante, rocce o fossili sul sito
- Nessun ancoraggio selvaggio nella zona per le imbarcazioni da diporto
Questo livello di protezione è più rigoroso rispetto ad altre spiagge di Bonifacio. Su una spiaggia classica del comune, la pesca ricreativa è tollerata in determinate condizioni. A Tre Punti, è vietata senza eccezioni.
I controlli esistono, anche se i resoconti variano sulla loro frequenza. Agenti della riserva delle Bocche di Bonifacio pattugliano il settore, soprattutto in stagione estiva. Le multe per prelievo in zona protetta possono essere significative.
Accesso a piedi dal faro di Pertusato: terreno e preparazione
Il sentiero parte dalla cappella di San Rocco a Bonifacio e costeggia la costa scoscesa fino al capo di Pertusato. Si può anche accorciare prendendo la D58 verso Piantarella e poi deviando verso il faro. In entrambi i casi, l’ultima porzione si fa a piedi.
Il sentiero è totalmente privo di ombra. In piena estate, il calore sulle scogliere calcaree bianche diventa rapidamente opprimente. Partire presto al mattino o nel tardo pomeriggio cambia tutto: la luce è migliore, la temperatura sopportabile e la caletta spesso deserta.
Ciò che bisogna portare è di buon senso, ma si vedono regolarmente escursionisti arrivare senza il minimo:
- Acqua in quantità sufficiente (nessun punto di rifornimento lungo il percorso)
- Scarpe chiuse con suola aderente per la discesa rocciosa
- Un cappello e crema solare, il sole corsico picchia senza filtro su questo versante sud
- Una maschera e un boccaglio se intendete godervi i fondali marini

La discesa verso la caletta stessa richiede un minimo di agilità. Si negoziano passaggi rocciosi a volte ripidi. Non è un sentiero attrezzato con gradini scolpiti: è un accesso naturale, su cui è necessario usare le mani in alcuni punti.
Picnic sulla lastra: cosa funziona e cosa non funziona
Tre Punti si presta bene al picnic, a patto di adattare le proprie aspettative. La lastra rocciosa è piatta e spaziosa. Ci si sistema di fronte alle Bocche di Bonifacio con la Sardegna sullo sfondo. Il contesto è spettacolare.
Cosa funziona: un pasto freddo preparato in anticipo, un tappetino isolante per sedersi sulla roccia calda, contenitori rigidi che non volano via con il vento (e c’è quasi sempre vento su questo capo esposto). Portate assolutamente via tutti i vostri rifiuti, non ci sono cestini sul sito né lungo il sentiero.
Cosa non funziona: l’ombrellone classico, che il vento abbatte in pochi minuti. Le borse frigo pesanti, di cui vi pentirete durante il ritorno. Le sedie da spiaggia, inutili sulla roccia e ingombranti da trasportare a piedi.
La durata della permanenza sul posto dipende dalla vostra tolleranza al sole diretto. Senza protezione, due o tre ore sono più che sufficienti prima che il calore diventi scomodo. I frequentatori abituali arrivano verso le 7 e ripartono prima di mezzogiorno.
Tre Punti confrontata con le altre spiagge selvagge di Bonifacio
Bonifacio conta diverse spiagge che rivendicano il marchio « selvaggia »: Petit Sperone, Stagnolu, Canetto. Ognuna ha il suo carattere, ma Tre Punti si distingue per un punto preciso: l’assenza totale di attrezzature e di sabbia.
Petit Sperone offre sabbia bianca e un accesso più breve, ma attira decisamente più gente in estate. Stagnolu rimane riservata, con un’atmosfera simile a Tre Punti ma un fondale sabbioso. Canetto, più accessibile, perde in isolamento ciò che guadagna in comfort.
Tre Punti non è la spiaggia più bella di Bonifacio se cercate sabbia e spazio per stendere un asciugamano. È la più radicale: una lastra di roccia di fronte al mare, uno stato di protezione massimo, zero infrastrutture. Il sito si rivolge a chi cerca snorkeling in acque protette e una solitudine quasi garantita fuori alta stagione.
La Sardegna, visibile dalla lastra in giornate di bel tempo, ricorda che questo angolo di Corsica è più vicino all’Italia che a Ajaccio. Questa posizione geografica, all’estremo sud, spiega anche la trasparenza dell’acqua e la ricchezza dei fondali: le correnti delle Bocche di Bonifacio mescolano una biodiversità marina che la zona di non prelievo contribuisce a preservare.